STEVE TURRE
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STEVE TURRE

Agente esclusivo: elisa@antonellovitale.it

Steve Turre, virtuoso trombonista, compositore, arrangiatore e insegnante singolarmente creativo nell’utilizzo di strumenti ancestrali e naturali, come le conchiglie utilizzate nelle antiche comunità Azeteche. Grazie alla sua padronanza dello strumento e alla sua versatilità nello spaziare nelle sonorità Jazz, Latine, Funk, dell’Avant Gard e dell’R&B, dal suo debutto nel 1987 con Point of View, le cui note di copertina riportano un appassionato apprezzamento di Max Roach, la crescita artistica di Turre ha trovato riscontro positivo dalla critica e dagli ascoltatori aggiudicandosi premi in riviste come JazzTimes, Downbeat, Jazziz con la nomina come “Best Trombone” and “Best Miscellaneous Instrumentalist”, titolo quest’ultimo derivante dalla sua grande capacità di suonare le conchiglie. Il suo ultimo album “Spiritman” acclamato dalla critica, racchiude la sua concezione sulla musica, da lui stesso definita come una forza vitale, un cumulo di vibrazioni che affondano le radici nella cultura, nella natura della gente; parla del jazz come un insieme di elementi che attinge a molte fonti, perciò non stupiamoci se lo definisce come un album “world music”. L’album riporta composizioni originali, come “Bu” che attraverso un hard-swing celebra Art “Buhaina” Blakey (il titolo infatti riprende il soprannome del celebre batterista che portò Turre nella scena Newyorkese) e “Blues di Trayvon” in ricordo di Trayvon Martin vittima del crimine,  rielaborazioni come il celebre brano di Horace Silver “Peace”, affascinanti  ballate ispirate a brani che fanno parte della sua crescita musicale come “It’s too late now” con il quale ricorda Nancy Wilson fino ad arrivare a brani più “leggeri” che racchiudono sonorità Funk e blues “Funky T”, e ritmi swing come nel popolare  brano  “Lover Man”.La carriera di Turre è ricca di importanti collaborazioni: con i giganti del jazz come Archie Shepp, Faraone Sanders, McCoy Tyner, Cedar Walton, Dexter Gordon, Dizzy Gillespie, Lester Bowie e Woody Shaw, con gli esponenti della musical latina Tito Puente, Mongo Santamaria, Celia Cruz, Manny O’Quendo, Oscar Deleon fino a collaborare con  artisti come Ray Charles, BB King, Lou Rawls e Gladys Knigh e i grandi del rock come Van Morrison, Santana e gli Eurythmics. Una ricerca continua, sperimentando tutte le sfaccettature della musica costruendo così il suo carattere musicale unico ricco di sfumature e sonorità ricercate. È proprio la predisposizione alla ricerca che lo porta a sperimentare l’utilizzo di strumenti ancestrali come le conchiglie, tratto distintivo e unico della sua musica, che suona avvalendosi e inventandosene inconsueti usi per esplorare le vibrazioni di questi strumenti atavici offerti dalla terra. Non stupitevi quindi di trovarlo a soffiare in una conchiglia, se non in due contemporaneamente, magari giocando con la mano o all’interno di un pianoforte. Presenta una musica innovativa senza lasciare mai le sue radici, viaggiando tra diversi ritmi, sonorità per portare l’ascoltatore a viaggiare, ecco perché parla di world music. Citando lui stesso: “Nei miei concerti non posso stare seduto in un solo posto. Mi ispiro a nuove prospettive ma la mia conoscenza arriva dal passato. Sono fermamente convinto che chi è venuto prima di noi inevitabilmente influenza il nostro presente ma la saggezza sta nel essere ancorato al passato con la volontà di costruire ed andare avanti”

Steve Turre Sextetet è in tournee nel 2016 con un progetto dedicato al virtuoso polistrumentista Rahsaan Roland Kirkwith:

Steve Turre – trombone e conchiglie, James Carter – sax tenore e clarinetto, Vincent Herring –sax alto e soprano, Dion Parson – batteria,  Xavier Davis o George Cables – piano; Buster Williams o Gerald Cannon – basso.